venerdì 29 marzo 2013
MaternaMente
Profondo é il pozzo
Dell'amore materno
Lí dentro il buio diventa giorno
Là in mezzo alla notte nera
Governano i raggi del sole
giovedì 28 marzo 2013
Un giorno devi andare (o forse resta dove sei)
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| Un giorno devi andare |
Non fanno eccezione neppure i registi più promettenti e intelligenti come Giorgio Diritti.
"Un giorno devi andare" si presenta come una scommessa, che è anche promessa, ma finisce col perdersi nell'inconsistenza narrativa.
La bellezza della fotografia si scontra con la fredda rigidità della colonna sonora.
Nella sceneggiatura qualcosa non funziona, la religiosità è incanalata lungo sentieri tristi, ripetitivi, deprimenti.
Il femminile è costretto tra i dolori della maternità e il rigore di un'estrema separatezza dalla vita che scorre.
Si esce con la sensazione di un'opportunità perduta in fondo al mare. L'assenza di respiro poetico fa venire voglia di rimanere esattamente dove e come si è. Nessun desiderio di andare per le vie del mondo.
martedì 29 gennaio 2013
Se mi voti, semivuoti.
Se mi voti ti abbasso le tasse.
Se mi voti avrai una banca per amica.
Se mi voti ti tolgo l'Imu.
Se mi voti ti regalo lo scottex per la scuola pubblica.
Se mi voti ti dirò qualcosa in più su Ustica.
Se mi voti parteciperai a Ballarò.
Se mi voti
Se mi voti
Se mi voti
Semivuoti.
lunedì 28 gennaio 2013
La religione del nostro tempo
Alla mia nazione
Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico,
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, perfetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto il male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.
Nuovi epigrammi (1958-1959)
sabato 26 gennaio 2013
Essere sabbia
Se fossi sabbia
sarei castello in estate
Dimora per granchi affamati nel mare invernale
Spugna vitale nel canto
di quattro stagioni
mercoledì 16 gennaio 2013
Notturno genovese
Vesto abiti invisibili
Di note notturne indosso il peso
Ti aggiungo al sogno
Registro smorfie di intimità inconsueta
Buona é la notte così
lunedì 14 gennaio 2013
Tornare
Quel che torna ha da tornare
Ciò che sta morendo, inesorabilmente muore
L'amore non patisce la morte
L'amore ha radici millenarie
L'amore è un albero madre
Germoglia a dispetto del ghiaccio
Si disseta negli abissi marini
Intreccia il buio con luce e sale
Va
Vola
Va e vola
Tornando, ritorna
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