giovedì 20 luglio 2017

A proposito del 20 luglio


A proposito del 20 luglio


Abitavo a Castelletto nel 2001.
Era di giugno e già alle 7 del mattino venivamo svegliati dal rumore degli elicotteri sopra Spianata.
Tutte le mattine.
Una tensione terribile che cresceva di ora in ora, di giorno in giorno, di settimana in settimana.
Una mattina si venne a sapere della invenzione della Zona Rossa Gialla Verde, scoprimmo che alcune zone sarebbero state chiuse da tante gabbie di ferro inviolabili inaccessibili presidiate da millemila forze dell'ordine e dall'esercito e da corpi speciali di Polizia.
Appresi che da un certo momento in poi non mi sarebbe più stato possibile fare il mio solito giro da cittadina libera, prendere l'ascensore e da Portello raggiungere Campetto o le Vigne o Caricamento.
Fu allora che scelsi di non andarmene, incredula per la surrealtà tragicamente reale respirata in un clima spaventoso da improvvisa guerra (in)civile.
Sentii che Genova fosse in grave pericolo.
Eravamo tutti in pericolo, era in pericolo la democrazia.
Ricordo lo sgomento impresso negli occhi del nostro Sindaco Beppe Pericu (Maiuscolo, l'ultimo Sindaco genovese a meritare la S grande), ricordo che la mia incredulità e quella dei miei amici si rispecchiava perfettamente nella sua.
Scelsi di restare.
Scelsi di esserci.
Scelsi di stare vicina, stretta stretta, alla mia Genova incredibilmente violentata.
Poi fu il giorno dei containers piazzati a mo' di barriera di guerra alla Foce, e la Fiera del Mare trasformata in un enorme campo di raduno di mezzi militari paramilitari spaziali extraspaziali e dozzine di corpi speciali non identificati.
La democrazia ferita.
Prove tecniche di fascismo e lo Stato di Diritto in grave pericolo.
La questura occupata e presidiata dai "politici" romani seduti alla cabina di regia.
Nomi che non dimentico.
Il signor fascista Fini (defascistizzatosi a Fiuggi in un pomeriggio, come quando si beve un bicchier d'acqua purificatrice), il signor Scajola quello dell'adesione alla mafia a sua insaputa, con attico romano annesso.
Nonostante tutto, o proprio per la consapevolezza dell'eterno ritorno del sempre peggio nel mondo, il 19 luglio in Piazza Carignano formammo un immenso fiume umano di gente colorata, danzante, festosa, di una bellezza palpabile sconcertante.
Un mondo migliore è possibile.
La sera a casa il divieto categorico di uscire dall'appartamento chiuso a doppia mandata a mia figlia Alice, allora 16enne, ragionevolmente piena di voglia di migliorare il mondo circostante.
Scoppierà il finimondo, si rischia la vita, dichiarazioni di guerra ovunque, tutto tragicamente sbagliato, la follia criminale dei proclami farneticanti delle Tute Bianche, polizie parallele, governanti squadristi, tu non esci da quella porta.
Poi il resto, diciamo così, lo sanno tutti.
O meglio, a ciascuno la sua verità personale e nessuna Verità.
Carlo io ti ricordo a Campetto.
Pochi giorni prima delle gabbie, quando eravamo ancora liberi di chiedere e di rifiutare, i tuoi occhi azzurri bellissimi, i tuoi cani, il tuo "Grazie lo stesso, tu mi sorridi e il tuo sorriso vale molto piu di una monetina."
A proposito del 20 luglio 2001 a Genova.

lunedì 24 ottobre 2016

Notturno in ottobre




Notte d'autunno genovese che sembra profondo inverno,
controvento piovoso buono per lupi di mare umidi di salsedine,
in cerca di una tana notturna asciutta e familiare.

martedì 9 febbraio 2016

Di questi sogni vorrei sognare


Vorrei poter suggerire al mio inconscio il buon sogno della notte.
Vorrei che ascoltasse il bisogno di onde salate che mi pervade.
Vorrei che intercettasse il desiderio di tuffarmi, sprofondando in mezzo ai pesci camoglini o tra i verdiblu smeraldo della Gallura di maggio, quando il maestrale profuma di mirto e le conchiglie s'impastano di schegge di corallo.
Vorrei che allungasse lo sguardo oltre la linea dell'orizzonte per offrirmi l'anteprima dell'utopia di terra e di mare che è guscio di protezione, casa della mia anima sottile.
Di questi sogni vorrei sognare.
In questi mari vorrei nuotare.
Tra questi mondi vorrei disperdermi.

Vorrei la musica di mare a musicarmi la notte.
L'inconscio sa, l'inconscio contempla le sinfonie notturne della conciliazione e della resa, laddove il corpo spiaggia leggero nella sabbia.
Il mio inconscio risponde, a modo suo parla, si esprime.
Dice che posso volere, anche senza il condizionale.
Dormiremo bene questa notte, noi due uniti in sogno e in utopia di acqua marina.
E sinfonie per pesci conchiglie alghe corallo dune di sabbia.

[8 febbraio 2016]

giovedì 28 gennaio 2016

Pioggia sottesa






Piccola pioggia appesa
Sottesa
Acqua sottile 
Fertile
Abbraccio umido
Timido
Velina celestiale
Cordiale
Piccola pioggia delicata
Ambrata
Scudo sfuggente
Prudente
Signora cortese
Genovese

martedì 22 dicembre 2015

La girandola delle cose perdute



La girandola delle cose perdute
Sorvola le onde
Inzuppata di acqua e sale
S'inabissa nei mari profondi
Trasmuta il fardello nostalgico
In nobili pasti per creature marine

domenica 20 dicembre 2015

venerdì 18 dicembre 2015

MinimaRecensione - Irrational Man


Irrational Man, Woody Allen

Se non ci fosse Woody Allen bisognerebbe inventarlo.
Irrational Man è una sorta di compendio della sua intera opera cinematografica.
Il film ruota intorno alla distruttività amorosa, all'ambiguità razionale, al cinismo, alle voragini interiori, al cortocircuito creato dalla grande intelligenza razionale che coabita con l'analfabetismo emotivo.
Il tutto rappresentato con elegante maestria.
Fotografia splendida, musiche perfette, attori molto bravi.
La prima parte è il trionfo della leggerezza filosofica: la filosofia in senso alto e la filosofia della vita s'intrecciano con le debolezze umane tipiche della borghesia colta, prevedibilmente razionale e banalmente irrazionale.
La seconda parte vede la commedia virare sul noir, nero surrealista ma al contempo iperrealista.
Qualche cambiamento nel ritmo narrativo rende forse disomogenee le due parti del film, tuttavia si tratta di variazioni nel passo di regia mentre la sceneggiatura resta integra.
Piccolo difetto dentro all'ennesimo bel film di cui Woody Allen ci ha fatto dono.
Viva il cinema e viva Woody con i suoi luminosi Ottanta!